A.A. S.Galla Roma


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Testimonianze



Sono E. il fratello di una alcolista e ieri, 28 maggio 2010, ho partecipato ad una riunione del gruppo di AA di cui fa parte mia sorella. E' stato molto interessante, pensavo di trovarmi più a disagio, non so perché ma era ciò che temevo….

Invece no, sono stato bene.

Sono uscito dalla riunione più convinto che AA possa veramente aiutare mia sorella (e con lei tutta la sua/nostra famiglia) a guarire. Non so bene da cosa nasca questa sensazione, in realtà…. Forse il fatto che tutti i membri del gruppo conoscono perfettamente TUTTA LA DIMENSIONE del problema di ognuno: non c'è bisogno di spiegare nulla perché ognuno ci è passato, dentro al problema, o ci sta ancora.

Si è parlato di dolore, paura, "NORMALITA'".
Le parole che ricordo pronunciate con più frequenza sono: FONDO e UMILTA'.

C'è chi, a distanza di anni, ha paura di considerarsi sobrio: teme che questa consapevolezza possa allentare la tensione e favorire una ricaduta.

Ci sono io, che ho confessato come la mia paura di vedere mia sorella ricadere possa sembrare (e sia, in realtà) scetticismo.

Ci sono io che ho chiesto agli alcolisti di permettere ai famigliari di essere scettici.

Ci sono loro che hanno chiesto a noi famigliari di essere fiduciosi, positivi (almeno noi, SOBRI) perché questo è l'atteggiamento che li supporta e li rafforza nella motivazione a smettere.

Ci sono anche delle persone che non parlano (almeno, ieri) ma che ascoltano.

E poi, la filosofia dell'"OGGI" non è consigliabile a tutti???
E la solidarietà, non dovrebbe essere un valore universale dell'uomo???

Io penso di si.

Ed è anche per questo che spero che AA porti mia sorella alla sobrietà, in un primo momento, e poi a trovare una sua nuova, vera, NORMALE, dimensione esistenziale insieme ad altre persone banalmente ( e FELICEMENTE!) normali come tutti noi.

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Quella sera presi di nuovo in mano quella maledettissima Ceres che tenevo vicino al letto e diedi una lunga sorsata con le lacrime agli occhi perché sapevo già il significato di quel gesto. Parlai ad alta voce e dissi: “Questa volta e poi BASTA!!! DEVO SMETTERE DI BERE.”

Crollai in un sonno confuso, ero stanca, agitata, nervosa, la testa mi scoppiava ancora per la sbornia che mi portavo dietro dalla mattina. Non ricordo quante birre avevo bevuto, so che nel secchio c’erano bottiglie su bottiglie vuote e che più volte ero scesa a comprarne altre, avevo preso anche una bottiglia di vino rosso, cambiando bar e alimentari sperando che le persone non se ne accorgessero ma non era così…

La mattina seguente mi svegliai ancora frastornata, mi precipitai sul computer …cercavo disperatamente aiuto per non riprendere in mano la bottiglia che ancora era accanto al letto, sarebbe stato solo un sorso. Mi sono collegata ad Internet ed ho scritto: danni che causa l’alcol. E’ bastato un click e mi sono ritrovata nella chat di Amici Anonimi. Io? Su una chat di alcolizzati??? Nooo, non era possibile, non ci credevo ma…stranamente mi capivano, rispondevano alle mie domande prima che le facessi. Era incredibile! Mi dicevo.. com’è possibile?? Ho passato una giornata intera con loro, eravamo separati da un monitor ma grazie alla loro dolcezza e comprensione mi sono ritrovata con il telefono in mano a parlare con una persona che ancora non ho mai avuto il piacere di conoscere. Con la sua voce rassicurante e serena mi ha consigliato di iniziare a frequentare i gruppi. Ho tentennato, dicendo che sarei riuscita da sola a smettere ma…dopo poche ore ho chiamato un numero che mi era stato dato qualche ora prima insieme alle prime pagine di un libro, ed anche stavolta una voce serena, rassicurante, che mi ascoltava con profonda comprensione. Capivo e non capivo… Quando mai qualcuno si era interessato così tanto a me senza conoscermi???? E’ stato proprio in quel momento che ho preso carta e penna per fissare l’ora ed il luogo per il mio primo incontro.

Dovevo aspettare tre giorni ma non vedevo l’ora…ero stufa, sconfitta e DOVEVO uscire da quello schifo di vita che stava peggiorando giorno dopo giorno. Una vita che mi aveva creato terra bruciata intorno, che mi aveva tolto la dignità, che mi riempiva di vergogna e di sensi di colpa con tutto e tutti. Non ricordo tante, troppe cose che cosa ho fatto sotto effetto dell’alcol…un mare di buchi neri che mi torturavano il giorno dopo ed i seguenti. Ero arrivata al punto di sperare di non svegliarmi più, di finire sotto una macchina…sparire dalla faccia della terra per il bene della mia famiglia che stava soffrendo con me ma che non riusciva a fare niente…era impotente davanti a una figlia ribelle che non voleva accettare la verità neanche dopo aver rischiato il posto di lavoro, aver vissuto la depressione, sedute su sedute con non ricordo quanti psicologi. I miei volevano portarmi in una comunità ma io……impazzivo solo all’idea che si immischiassero nel mio malessere. Stavolta, però, AVEVO TOCCATO IL MIO FONDO e da sola non ero in più in grado di fare proprio nulla, ASSOLUTAMENTE nulla. Le mie erano state solo promesse fatte con l’inganno a me stessa e mai mantenute.

Ero emozionatissima, fremevo nell’attesa di quell’incontro di cui non sapevo niente ma i quei tre giorni non ho bevuto, volevo essere lucida, presentabile, anche se non sapevo chi e cosa mi stava aspettando.

Nel luogo dell’appuntamento mi attendeva un uomo, anzi sono stata io ad aspettare lui. Era talmente tanta la voglia di TROVARE UNA SOLUZIONE, che arrivai con un bell’anticipo. Lui mi ha accolta con una stretta di mano e con una semplicità che mi ha messo subito a mio agio e le sue prime parole sono state: “Ma stai benone!!!!!” Magari !! Dissi tra me e me…lui non lo sa ma per me quella frase significò molto… non mi ricordavo nessun tipo di complimenti in quel periodo..solo sguardi schifati.

Scendevo quelle scale e mi chiedevo: e adesso? C’era una porta aperta e diverse persone di tutte le eta’…uomini , donne, una di loro, mi fece tanta tenerezza. Mangiava caramelle una dietro l’altra e si spulciava le preferite. Parlavano, ridevano, scherzavano tra di loro e subito mi hanno presentata come una nuova amica. Non riuscivo ad immaginare nessuno di loro ubriaco... A turno, ognuno di loro, ha raccontato la propria esperienza…era la sera dedicata a me, dissero che ero la persona più importante. Ero emozionatissima ed incredibilmente interessata ad ascoltare. In ognuno di loro mi rispecchiavo in qualcosa, qualcuno ha raccontato la sua esperienza facendoci ridere:…che strano! Dicevo dentro di me…

Poi…e’ arrivato il mio turno. Ricordo di aver parlato per un bel po’ fino a quando mi e’ scesa qualche lacrima. Piangevo, è vero, ma non per vergogna, piangevo per sfogo perchè finalmente potevo dire tutto quello che fino a quel momento mi ero tenuta dentro, e tutto questo senza essere giudicata. Io che soffrivo nel giudizio della gente.

La sera ha casa ricordo di aver provato un senso di leggerezza e di gioia per aver conosciuto quelle splendide persone, gli amici di A.A. ed ho continuato ad andare ai gruppi.

Ora sto’ scrivendo sdraiata sul lettino di una piccola piscina sul cucuzzolo di una montagna. Sono passati nove mesi, nove mesi senza bere …sono una donna single, ho 36 anni e 24 ore alla volta sto riscoprendo il piacere di uno stile di vita sereno, sto riscoprendo gli affetti familiari, non provo vergogna, a lavoro è arrivato l’aumento e soprattutto …ho tanti nuovi amici su cui contare in ogni istante. Non avrei mai immaginato di rinascere una seconda volta. Grazie Alcolisti Anonimi. S 24. A.

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Ho 53 anni, mi chiamo Emilio e sono un alcolista. Mi ricordo che iniziai a bere verso i 16/17 anni così come tutti gli adolescenti, e come un comune bevitore sociale. Comincia a bere forse perchè mi volevo sentire grande, o per non pensare ai primi problemi che la vita mi aveva riservato a quell'età, un ragazzo che gia' doveva lavorare per mandare avanti la famiglia, quella famiglia disgregata da relazioni finite male. Ho bevuto forse anche per sfuggire alla realta', o perche' le colpe degli altri ricadevano su di me, o perche' tutti ce l'avevano con me, o perche' tutto quello che dicevo o facevo era sbagliato...che sfiga, ero nato male, va bene ok.
L'alcol piano piano si e' fatto strada assumendo la personalita' di una innocente bevanda che potevo bere a pranzo e con amici, solo che io ho amplificato il mio problema e loro no...ho amplificato, diciamo, che lentamente e progressivamente sono arrivato ad avere una sempre piu' forte compulsione verso l’ alcol. Gli anni passano, io supero quasi indenne una parte della mia gioventu', tra bevute normali e ubriachezze varie ma nessuno poteva dirmi nulla; avevo un tenore di vita abbastanza alto a all'epoca e per essere un ragazzo cresciuto troppo in fretta era gia' una cosa fuori del normale: tre incidenti con tre macchine distrutte, fortunatamente nessun morto, solo feriti. Tutto dovuto ad assunzione di alcol eccessivo. Se in quei tempi ci fosse stato l’etilometro la patente me l'avrebbero tolta immediatamente.
Poi sono arrivate le responsabilita': conosco una ragazza e grazie anche all'alcol che mi ha dato coraggio per affrontare anche lo scoglio della mia timidezza, questa ragazza diventera' mia moglie, che ora amo anche per il coraggio di non aver mai abbandonato. Ci sposiamo e incomincio a costruire quello che tutti desiderano, io in particolare, visto le cose come erano andate con i miei genitori, e trovare un giusto equilibrio e un senso. Tutto bene, procedeva tutto regolare, la mia vita coniugale trascorreva tranquillamente e le mie bevute erano altalenanti, a volte ciucco, a volte brillo, a volte a nascondersi per bere e provare sempre una sensazione di sballo, a volte nascevano giustificazione di come ero , che avevo abusato piu' del solito, poi sempre di piu' andando avanti. Sono cominciati vari problemi, economici, relazionali a volte,troppe responsabilità, troppo peso, e il tutto aumentava anche la compulsione verso il bere, era sempre piu' progressivo.
Gli anni passano, e le bevute crescono, e l'atmosfera diventa sempre fitta e pesante all'interno della mia famiglia: i figli cominciano a stare bene quando io non ci sono, mia moglie esterna che e' una vita insopportabile, insomma lascio a voi giudicare e pensare che periodo poteva essere. Sicuramente l'alcol aveva incominciato a portarmi via la dignita', la salute, gli amici, ma in particolare stava portandosi via quel padre che doveva con responsabilita' mandare avanti quello che aveva sempre desiderato, LA FAMIGLIA, e devo dire che ero arrivato ad un punto che non bevevo piu' per vivere ma vivevo per bere.....! Sembra assurdo ma e' cosi. Ma arriviamo al momento in cui mia moglie mi mise davanti all'evidenza, con le spalle al muro, dichiarando che se non facevo qualcosa per risolvere questo problema, mi avrebbe cacciato di casa. L'ambiente famigliare era l'unico posto dove potevano tollerarmi fino a tal punto, ed io potevo approfittare di questo fino al momento che non li potevo piu' prendere in giro. La paura di perdere quel poco che mi era rimasto, la vergogna, l'umiliazione, l'orgoglio ferito, la dignità calpestata mi hanno in qualche modo indotto a fare quello che mia moglie diceva, e dietro suo consiglio mi disse c’erano persone che mi potevano aiutare. Esisteva un'associazione. ALCOLISTI ANONIMI, che ha aiutato tante persone. E così andai anche per farla contenta.
Ecco, il giorno che sono sceso in quella stanza e' iniziato un mio percorso fatto di volontà e desiderio di smettere di bere, perche' comunque avendo provato e detto migliaia di volte di voler smettere, e che non mi sarei comportato piu' cosi, e non avrei piu' bevuto, non c’ero mai riuscito. Cosi iniziai la mia rinascita: riprendere la mia famiglia e riprendere la mia dignita', ALCOLISTI ANONIMI mi ha dato l'opportunità di confrontarmi e condividere con amici che hanno avuto il mio stesso problema, e riportarmi alla ragione: che la mia vita era diventata incontrollabile, ed avere la consapevolezza che la natura del mio male si poteva combattere e fermare Cosi e' stato per me, ho avuto modo di ispezionare questo mio modo di essere, di riprendermi la vita, la famiglia e il resto, e fare questo percorso verso una libertà di gustare il mio stile di vita senza essere schiavo della bottiglia. Grazie ad A.A. ora sono un uomo libero di scegliere; scegliere di migliorare il mio spirito e la mia anima, 24 ore alla volta, anche oggi sobrio.
Emilio


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