A.A. S.Galla Roma


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Chi siamo



Cos'è Alcolisti Anonimi

1)La Storia.

Quella che in seguito sarebbe divenuta l'Associazione di Alcolisti Anonimi vide la luce ad Akron, Ohio, nel 1935. La fondarono due uomini conosciuti al pubblico soltanto come Bill W., ex agente di cambio di New York, e come dr. Bob, chirurgo di Akron. Ambedue avevano lunghe storie di bevute alle spalle ed erano stati diagnosticati come alcolisti "senza speranza".Nell'autunno del 1934 Bill W., ricoverato per alcolismo, ebbe un improvviso "risveglio" spirituale, che parve liberarlo dal desiderio di bere. Egli cercò di persuadere altri alcolisti sostenendo che avrebbero potuto avere la medesima trasformazione, ma nessuno riuscì a recuperarsi.
Nella primavera seguente, ad Akron, dopo la mancata realizzazione di un affare, Bill fu seriamente tentato di ricominciare a bere. Spaventato dalle inevitabili conseguenze che il "primo bicchiere" avrebbe provocato, Bill si ricordò di non avere avuto alcun desiderio di bere quando nei mesi precedenti, a New York, si era occupato degli alcolisti. In preda alla disperazione cercò un contatto simile ad Akron.
Una serie di telefonate, la prima delle quali fu fatta a un sacerdote comprensivo e desideroso di aiutarlo, lo portarono al dr. Bob. Quest'ultimo, impressionato dalla storia del recupero di Bill e dalla possibilità di condividere il suo problema personale con un altro alcolista che si dichiarava tale, raggiunse la sobrietà poco tempo dopo.
Fatto ancora più importante, i due uomini scoprirono che la loro sobrietà personale veniva rafforzata nel momento in cui si offrivano di dividerla con altri: alla fine del 1935 ad Akron si riuniva regolarmente un piccolo gruppo di alcolisti sobri.Bill tornò all'Est, dove ben presto vennero creati altri gruppi. Il dr. Bob, rimasto ad Akron, continuò ad essere un baluardo del nuovo movimento fino alla sua morte, avvenuta nel 1950.La giovane associazione rimase senza nome fino al 1939, anno in cui venne pubblicato il libro Alcolisti Anonimi, che metteva per iscritto l'esperienza del recupero avuta da un centinaio di membri, gran parte dei quali di Akron, Cleveland, New York e Filadelfia.
L'associazione ha continuato a crescere e oggi gli alcolisti anonimi superano i due milioni, distribuiti in più di 100.000 gruppi sparsi in 150 nazioni del mondo.

2) Il recupero.

Il cuore del nostro programma di recupero è nei Dodici Passi che suggeriscono i principi e i metodi con i quali i nostri pionieri hanno raggiunto la sobrietà. Contengono elementi che è possibile rintracciare nell'insegnamento spirituale di molte confessioni religiose e la loro accettazione da parte degli alcolisti è dovuta senza dubbio al fatto che essi non sono né teorici né dogmatici nella forma; esprimono semplicemente l'esperienza reale di uomini e di donne che sono riusciti a risolvere il problema del loro alcolismo.
Importante è inoltre il frequentare le riunioni, durante le quali ci si scambiano le rispettive esperienze, studiando e imparando a mettere in pratica il Programma A.A.Due sono i tipi fondamentali di riunioni: le riunioni aperte per gli alcolisti, le loro famiglie e gli amici e chiunque sia interessato al problema dell'alcolismo; ci sono poi le riunioni chiuse per i soli alcolisti. I non alcolisti che per la prima volta assistono a una riunione A.A. rimangono spesso sorpresi di notare l'allegria e la disinvoltura con la quale i membri descrivono le loro esperienze, spesso drammatiche, con il bere.
È importante ricordare che tutti parlano soltanto a titolo personale e non per A.A. nel suo insieme, ma ciò che hanno in comune è il desiderio di rafforzare la loro sobrietà mettendola al servizio degli altri. Le riunioni chiuse sono per i soli alcolisti.
Esse offrono ai membri l'opportunità di condividere la loro esperienza in modo più intimo e di dare un aiuto particolare a coloro che non riescono a immaginare una vita senza alcol. Tutto sotto la garanzia del più stretto anonimato. La maggioranza di noi è convinta che una partecipazione regolare a tali riunioni di gruppo sia essenziale per il mantenimento della sobrietà.
Nei Dodici Passi ci sono due espliciti richiami alla preghiera, così come ci sono stati tramandati dai fondatori dell'Associazione:Il Settimo Passo afferma: "Gli abbiamo chiesto umilmente di eliminare le nostre deficienze". L'Undicesimo Passo dice: "Abbiamo cercato, attraverso la preghiera e la meditazione, di migliorare il nostro contatto cosciente con Dio come noi potemmo concepirLo, pregandoLo solo di farci conoscere la Sua volontà nei nostri riguardi e darci la forza di eseguirla".
Alle riunioni, in tutti i gruppi del mondo, i presenti vengono invitati a chiudere l'incontro recitando la preghiera della Serenità, divenuta ormai nota come la "Preghiera di A.A.": Signore, concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare quelle che posso, la saggezza di conoscerne la differenza.

3) L'Associazione

A.A. ha sempre cercato di mantenere al minimo l'organizzazione formale. Nell'Associazione non ci sono regole o regolamenti; nessun governo nel senso comune della parola e nessuna gerarchia di funzionari.
Per tradizione, due o più alcolisti che si incontrano per scopi di sobrietà e per migliorare se stessi attraverso il programma, possono considerarsi un gruppo A.A. purché, come tali, essi siano autosufficienti e non abbiano affiliazioni esterne. I gruppi locali in genere nominano dei comitati, per svolgere le attività e i servizi essenziali per il gruppo. Insomma, nessuno dirige l’Associazione e nessuna personalità parla a nome di A.A. a nessun livello del programma di servizio.
Come dice la nostra Seconda Tradizione: "Per il fine del nostro gruppo non esiste che una sola autorità ultima: un Dio di amore, comunque Egli possa manifestarsi nella coscienza del nostro gruppo. I nostri capi non sono altro che dei servitori di fiducia; essi non governano ".Inoltre, per tradizione A.A. non accettano fondi, in nessun caso, da fonti esterne. Nell'associazione non ci sono tasse né quote da pagare. Le spese del gruppo (affitto dell'ambiente per le riunioni, rinfreschi, letteratura, ecc.) vengono sostenute con contributi volontari, raccolti di solito durante le riunioni del gruppo. Abbiamo parlato di Tradizioni. Cosa sono?
Negli anni, dopo molte esperienze, l'Associazione ha imparato che la sopravvivenza dei gruppi più attivi era strettamente legata all'osservanza di certi principi fondamentali. Questi principi si riferiscono alla conduzione degli affari interni del gruppo, alle relazioni fra i gruppi e ai rapporti con il mondo esterno.
Fondamentale quella sull'anonimato: crediamo che il principio dell'anonimato a livello pubblico abbia un immenso significato spirituale. Ci ricorda che noi dobbiamo porre i principi al di sopra delle singole persone; che dobbiamo praticare veramente una genuina umiltà.
Per quanto riguarda l'anonimato personale, la maggior parte degli A.A. non si preoccupa se i loro amici vengono a sapere che essi hanno raggiunto la sobrietà per mezzo di A.A., ma nessuno però viola mai l'anonimato di un altro. Le ragioni sono semplici: tanti alcolisti potrebbero esitare se non fossero sicuri che il loro anonimato venisse protetto. Queste Dodici Tradizioni, che riflettono l'orientamento spirituale dell'associazione, furono accettate dai membri come "guide" per assicurare la sopravvivenza della nostra struttura di servizio.


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